Cha no yu, la cerimonia del tè

Nel fine settimana dedicato alla calligrafia e all’ikebana, non poteva naturalmente mancare una parte dedicata al cha no yu, la cerimonia del tè giapponese, sabato 14 aprile alle ore 16.00 presso il Salone Borsa della Camera di Commercio. Ricordiamo che l’ingresso è totalmente libero e gratuito!

Grazie alla preziosa collaborazione del Sig. Moro Alberto e della Sig.ra Hoashi Tomoko, il Nipponbashi vi farà vivere un’esperienza unica e introdurrà al pubblico trevigiano quest’antica tradizione.

Ma andiamo per ordine, e iniziamo a spiegare cos’è il cha no yu (spiegazione tratta da Wikipedia).

Il Cha no yu (茶の湯, “acqua calda per il tè”), conosciuto in Occidente anche come Cerimonia del tè, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone, indicato anche come Chadō o Sadō, (茶道, “Via del tè”).

È una delle arti tradizionali zen più note. Codificata in maniera definitiva alla fine del XVI secolo dal monaco buddhista zen Sen no Rikyū (千利休, 1522-1591), maestro del tè di Oda Nobunaga (織田信長, 1534-1582) e successivamente di Toyotomi Hideyoshi (豊臣秀吉, 1536-1598). Il Cha no yu di Sen no Rikyū riprende la tradizione fondata dai monaci zen Murata Shukō (村田珠光, 1423-1502) e Takeno Jōō (武野紹鴎, 1502-1555). La Cerimonia si basa sulla concezione del wabi-cha (侘茶). Questa cerimonia e pratica spirituale può essere svolta secondo stili diversi ed in forme diverse. A seconda delle stagioni cambia la collocazione del bollitore (釜 kama): in autunno e inverno è posto in una buca di forma quadrata (爐, ro, fornace), ricavata in uno dei tatami (畳) che formano il pavimento. In primavera ed estate in un braciere (furo, 風爐) appoggiato sul tatami. La forma più complessa e lunga (茶事, chaji) consiste in un pasto in stile kaiseki (懐石), nel servizio di tè denso (濃茶, koicha) e in quello di tè leggero (薄茶, usucha). In tutti i casi si usa, in varie quantità, il matcha (抹茶), tè verde polverizzato, che viene mescolato all’acqua calda con l’apposito frullino di bambù (茶筅, chasen). Quindi la bevanda che ne risulta non è un’infusione ma una sospensione: la polvere di tè viene cioè consumata insieme all’acqua. Per questo motivo e per il fatto che il matcha viene prodotto utilizzando germogli terminali della pianta, la bevanda ha un effetto notevolmente eccitante. Infatti veniva e viene ancora utilizzata dai monaci zen per rimanere svegli durante le pratiche meditative (zazen, 坐禅). Il tè leggero usucha, a seguito dello sbattimento dell’acqua col frullino durante la preparazione, si ricopre di una sottile schiuma di una tonalità particolarmente piacevole e che si intona con i colori della tazza.

Alberto Moro

È il Presidente di Giappone in Italia. Raffinato estimatore della cultura giapponese in tutti i suoi aspetti, è membro della scuola Urasenke di Milano dal 1993. Pratica con regolarità il chado (la Via del Tè) che è diventato per lui un autentico stile di vita. È anche Presidente di Moro Real Estate, membro della Camera di Commercio e Industria giapponese sin dal 2000. Esperto di cinema giapponese, amante del Web, coltiva da anni amicizie e legami con persone che condividono la sua stessa passione per il Giappone.

Tomoko Hoashi

“Sin dalla giovane età, ho iniziato a studiare e praticare in Giappone la cerimonia del Tè. L’ho fatto per dieci anni fino alla mia partenza per Londra, dove sono rimasta tre anni. Dopo tanto tempo, ho avuto a Milano l’occasione di ricominciare a praticare la cerimonia del Tè con la Maestra Nojiri  Soumei insieme ad Alberto Moro e ad altri. Sono passati quasi cinque anni e sto ancora studiando: lo studio della Via del Tè è infinito, dura tutta la vita.

Parallelamente si è sviluppato il mio interesse per i kimono. A diciotto anni non ero ancora in grado di indossarne uno. È stato grazie alla maestra di cerimonia del tè Kajiwara Soukei che ho imparato perché mi propose di indossare il kimono per fare pratica di cerimonia del tè almeno 2 domeniche al mese. L’inverno, con il freddo, indossavo il kimono di lana o di seta. L’estate, invece, lo yukata di cotone. La mattina della domenica, quando ero con Lei, raccoglievo i fiori in giardino, li disponevo nel tokonoma, così piano piano ho imparato tante cose oltre alla cerimonia del tè.

Ho anche frequentato la scuola “Nippon Soudou”, specializzata nella tecnica di indossare i kimono e ho acquisito le tecniche necessarie per indossare tutti i tipi di kimono: in cotone (yukata), di lana, di seta, informali e da cerimonia.

La mia conoscenza è servita a meglio studiare la cerimonia del tè che ho iniziato nel 1967.”

Data e ora: sabato 14 aprile alle 16.00.

Luogo: Salone Borsa della Camera di Commercio.

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