Kamishibai: le storie in valigia

Domenica 15 aprile il Nipponbashi propone ai propri visitatori un momento di approfondimento delle fiabe giapponesi, attraverso l’intervento dello studioso Pino Zema e la narrazione delle stesse con la tecnica del kamishibai.

Un pomeriggio dedicato ad adulti e bambini, per vivere il Giappone fiabesco combattendo con Momotaro o sognando la luna con Kaguya-hime. Sempre ad ingresso libero e gratuito, invitiamo tutti a passare per Treviso e approfittare di un’occasione unica!

Luogo: Salone Borsa della Camera di Commercio

Data e ora: domenica 15 aprile, a partire dalle ore 16.00.

Cos’è il kamishibai?

Il kamishibai è una forma espressiva originale del Giappone che unisce efficacemente narrazione e immagini. Il termine deriva dall’unione delle parole “kami” (carta) e “shibai” (teatro). Si utilizza il “butai”, un teatrino di legno di dimensioni ridotte – circa 35 x 45 cm – all’interno del quale si inserisce una serie di immagini disegnate su cartoncino che illustrano una storia in sequenza. Un narratore, il “kamishibaiya”, le sfilerà opportunamente durante la narrazione, calibrando il giusto rapporto tra immagini e parole.
Molto diffuso in tutto il giappone nel secolo scorso, raggiunse l’auge negli anni cinquanta, quando nella sola città di Tokyo vi erano circa tremila kamishibaiya che, montando il butai su delle biciclette, proponevano il loro spettacolo itinerante.
La versatilità del kamishibai permette di poterlo considerare in diversi contesti, sia al chiuso che all’aperto. Può trovar spazio in scuole, biblioteche, librerie, ludoteche, così come all’interno di eventi e manifestazioni di vario genere: letteratura, illustrazione, teatro di figura, cultura giapponese, ecc. I rimandi ad altre forme espressive sono molteplici: il cinema, il fumetto, ma è forse con il libro illustrato che trova maggiori punti di contatto, costituendo un eccellente veicolo per la promozione della lettura e l’educazione all’immagine.
Il repertorio è costituito da storie di vario genere: fiabe tradizionali giapponesi, fiabe di altri popoli e paesi, ed opere di autori contemporanei. Ogni storia è composta mediamente da sedici immagini per una durata tra i dieci e i quindici minuti. Le rappresentazioni prevedono la narrazione di più storie, con musica di sottofondo. Adatte ad un pubblico di bambini e ragazzi di varie fasce d’età, a partire dai quattro anni.

Quali sono le fiabe che verranno narrate?

Fiabe giapponesi: un’attenzione particolare è stata rivolta alle fiabe giapponesi, anche in considerazione della cultura che ha espresso la tradizione del kamishibai. Sono fiabe che hanno dei punti in comune con quelle della tradizione europea, ma allo stesso tempo se ne differenziano per alcuni elementi specifici. Spesso hanno una struttura circolare a cui sembrerebbe mancare un finale, che peraltro non contiene il classico “happy end”. Inoltre esprimono un concetto di “vuoto” che caratterizza molti aspetti della cultura e dell’arte giapponese.
Momotaro / Issunboshi / Kaguya- hime: le fiabe di Momotaro e Issunboshi sono tra le più famose in Giappone, al pari delle nostre Cenerentola o Cappuccetto Rosso. Simili nella struttura, simboleggiano il passaggio all’età adulta attraverso i riti di iniziazione. In Kaguya-hime il tema è quello della separazione che, a differenza delle fiabe europee, qui si colloca nel finale. La giovane Hime si separerà dai due vecchi che l’avevano trovata e allevata, per tornare sulla luna, da dove proveniva.
Altre storie: un altro genere di proposta è costituita dall’opera di autori contemporanei. Alcune storie sono state concepite appositamente per il kamishibai ed altre sono tratte da alcuni famosi libri per l’infanzia, come “Pezzettino” di Leo Lionni e “Piuma” di Hans de Beer.
Pezzettino / Il ragazzo fiore / Piuma: sono storie contraddistinte dalla qualità delle illustrazioni, che rappresentano un primo strumento di educazione all’immagine, e da testi nei quali aleggiano – con la semplicità che deriva da grande maestrìa – valori come l’amicizia, la generosità, il rispetto di sé e degli altri.

Chi è Pino Zema, il nostro kamishibaiya?

Pino Zema, classe 1964, vive da oltre vent’anni a Milano, dove ha frequentato la Scuola Superiore d’ Arte Applicata del Castello Sforzesco ed il Centro Teatro Attivo. Ha trovato nel kamishibai la perfetta sintesi dei suoi interessi – illustrazione e recitazione – e ha intrapreso, in veste di kamishibaiya, un percorso di diffusione di questo mezzo espressivo. Ha presentato i suoi spettacoli in scuole, biblioteche, e nell’ambito di eventi, come l’edizione 2011 del “Mi Japan”, manifestazione sulla cultura giapponese.

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