Pom Poko dello Studio Ghibli

Domenica 17 aprile l’auditorium delle Scuole medie Stefanini propone a tutti i suoi visitatori “Pom Poko“, film d’animazione del 1994 dell’acclamato Studio Ghibli (regia di Takahata Isao), da poco tradotto in italiano e distribuito dalla Lucky Red.

Il film è stato premiato come miglior lungometraggio al Festival internazionale del film d’animazione di Annecy.

L’ingresso sarà totalmente gratuito!

Luogo della proiezione: Auditorium Scuole medie Stefanini, Viale III Armata, 31100 Treviso

Data e ora: domenica 17 aprile ore 21.00

Durata del film: 114 min

Trama (da Wikipedia)

Il lungometraggio narra della lotta dei tanuki per riconquistare la collina di Tama, nei pressi di Tokyo, strappata agli animali per farne un quartiere residenziale. Questo lungometraggio ci presenta moltissimi tratti caratteristici della cultura, religione e folklore giapponese. Il titolo stesso può essere difficilmente intelligibile ad uno spettatore non avvezzo alla cultura giapponese.

Il film si svolge nell’era Heisei, inizata dalla morte dell’imperatore Hirohito nel 1989, che segnò la fine dell’era Showa. Il calendario giapponese dedica il nome dell’era all’imperatore che siede al trono; il conteggio degli anni in un’era inizia dal momento dell’ascesa al trono dell’imperatore e si conclude con la sua morte. L’era Heisei è iniziata nel 1989 con l’ascesa al trono dell’imperatore Akihito.

I protagonisti sono animali chiamati tanuki, un cane-procione, fisicamente simile al procione ma appartenente alla famiglia dei canidi. I tanuki sono molto diffusi in Giappone e in generale in tutta l’Asia ma non sono presenti in Italia. In Giappone le leggende vogliono che alcuni animali abbiano la capacità di trasformarsi, e si pensa che gli animali più abili siano i kitsune (volpi) e i tanuki. In Heisei tanuki gassen ponpoko, quindi, la capacità di trasformazione dei tanuki non è un mero espediente narrativo per rendere il film più divertente e appetibile, ma è la trasposizione cinematografica di una leggenda millenaria.

La parola Pompoko che troviamo nel titolo non è traducibile invece in italiano. Pom Poko è la trascrizione onomatopeica del rumore che producono i tanuki quando usano i loro stomaci come tamburi, credenza assai diffusa in Giappone.

I tanuki (da Wikipedia)

I tanuki sono protagonisti di migliaia di leggende che costellano tutta la storia del paese. I tanuki sono noti principalmente per la loro capacità di assumere qualunque forma, e per gli scherzi, solitamente inoffensivi, giocati agli esseri umani. Circolano centinaia di storie in cui i tanuki avevano truffato esseri umani, comprando del saké e pagandolo con delle foglie trasformate in banconote.

Un’altra convinzione riguarda i testicoli dei tanuki, infatti si crede che siano molto grandi (fino ad otto tatami, quasi 13 mq) e che portino buona fortuna, vengono infatti chiamati “testicoli d’oro”. La rappresentazione tradizionale del tanuki lo raffigura in posizione eretta, con i testicoli ben in vista e una bottiglia di sake in mano. Nel lungometraggio anche Takahata offre spesso una raffigurazione tradizionale del tanuki. Bisogna ricordare in ogni caso che i testicoli dei tanuki non hanno alcuna valenza sessuale, e che la nudità, sia maschile che femminile, è accettata e vista con grande naturalezza in Giappone, specialmente nelle zone rurali. Alcune delle trasformazioni effettuate dai tanuki durante il film richiamano direttamente delle famose leggende giapponesi. In una sequenza del film ad esempio i tanuki si esercitano nelle trasformazioni cambiando la loro forma in quella di una teiera di ferro. Questa teiera richiama la leggenda Bunbuku Chagama, in cui un tanuki si trasforma in una teiera (chagama), e naturalmente viene messo sul fuoco.

Verso la fine del film l’anziano Yashimano Hage costruisce una barca che richiama nell’immaginario giapponese la barca fatta di fango con cui i tanuki vanno verso la morte. Questo episodio è basato sulla credenza di Fudaraku, un antico culto buddhista. Il culto di Fudaraku credeva in un’isola nei mari occidentali, chiamata appunto Fudaraku, dove ci si poteva liberare delle sofferenze e dolori e raggiungere il nirvana. Nella barca possiamo vedere moltissimi oggetti tipici della tradizione nipponica: oltre al saké e ad alcuni strumenti musicali tradizionali, vediamo un maneki neko , un tipico oggetto della tradizione giapponese; raffigura un gatto bianco (neko), solitamente decorato, seduto che muove avanti e indietro una zampa. È considerato un oggetto foriero di fortune, specialmente commerciali. In Giappone infatti è raro trovare un negozio che non ne esponga uno in vetrina, poiché si crede che il movimento della zampa sia accattivante per gli eventuali avventori, e spinga molte persone all’interno del negozio.

La raffigurazione delle divinità Giapponesi disegnate su sfondo dorato sono inserite nel lungometraggio nei momenti in cui viene trattata la morte, e quindi nella sequenza del decesso di Gyobu-sama, e nel momento in cui i tanuki si imbarcano; in quella sequenza, come in un presagio, i disegni dei tanuki che salgono festosi sulla nave, e le immagini degli dei si sovrappongono, lasciando il significato della sequenza alla capacità di decodificazione dello spettatore. Per uno spettatore nipponico in ogni caso il significato delle immagini è lampante, poiché sono rappresentate alcune divinità buddhiste, legate alla morte nella tradizione religiosa giapponese.

Alcuni tanuki, come quelli che nel film vivono nel tempio di Awa, sono inoltre considerati divinità nell’olimpo giapponese, sono considerati forti e potenti e vengono per questo venerati. Oltre ai tanuki anche le volpi vengono venerate e sono considerate i messaggeri terrestri del dio Inari, divinità legata allo shintoismo. Alcune scene del film sono ambientate proprio davanti ad un tempio shintoista dove viene venerata la volpe; l’apparizione del tanuki trasformato da volpe bianca provoca quindi un forte spavento poiché equivale all’apparizione del dio Inari. Il disegno di questo lungometraggio è molto particolare, poiché presenta diverse scelte grafiche nella rappresentazione dei tanuki. Questo animale ci viene presentato innanzitutto con un aspetto realistico, e lo vediamo in questa forma ogni volta che deve interagire con esseri umani, o con il loro mondo. Se si fosse presentato agli uomini in forma antropomorfa, simile alle rappresentazioni degli animali fatte dalla Disney, il film avrebbe compromesso l’importante messaggio di cui si faceva tramite perdendo quindi di significato.

La seconda forma in cui vediamo il tanuki è la forma antropomorfa, creata per facilitare l’identificazione dello spettatore con gli animali. Il narratore ci spiega che i tanuki sono soliti assumere questa forma quando si trovano lontano da occhi umani.

La terza rappresentazione del tanuki è molto stilizzata, e fortemente voluta da Miyazaki Hayao per rendere un omaggio a Sugiura Shigeru, anziano mangaka molto amato da Miyazaki, che era solito rappresentare i tanuki in modo stilizzato. Takahata, sebbene volesse anch’esso usare i disegni di Sugiura, immaginava il film disegnato in altri modi, e quindi usò questi disegni per rappresentare i momenti i cui i tanuki erano abbattuti o distratti, ad esempio durante un combattimento o una festa, e quindi incapaci di mantenere una forma completa e precisa.

Si può notare una piccola curiosità durante la strategia degli Spettri: vi compaiono infatti altri personaggi dello studio Ghibli come Kiki, la protagonista di Kiki consegne a domicilio, Taeko di Omohide poro poro, Totoro da Il mio vicino Totoro e l’aereo presente nel lungometraggio Porco Rosso (Kurenai no buta).

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